Presentazione al Circolo Letterario Ritter – Recensione

Salutato – solo temporaneamente, in realtà – il territorio romano, il “tour” di presentazioni del libro “Mistica della Rivoluzione Fascista”, di Niccolò Giani, sabato 29 Gennaio è approdato a Milano. E’ proprio qui, a Milano, che in seno al Guf milanese nacque la Scuola di Mistica, ed è sempre qui che l’azione e le parole del suo fondatore, Niccolò Giani, hanno trovato, dopo diversi decenni, finalmente la possibilità di tornare ad essere ascoltate in pubblico.
Stavolta ad ospitare la presentazione dell’antologia di scritti di Niccolò Giani, edita da Il Cinabro, è il “Circolo Letterario Ritter”, espressione dell’omonima libreria e casa editrice. Presso i locali di Via Maiocchi 28, infatti, Francesco Cappuccio, in qualità di presidente del Circolo e moderatore della serata, ha voluto inaugurare in questo modo il ciclo di conferenze e attività del neonato sodalizio milanese. Di fronte ad una sala gremita, Cappuccio ha da subito elogiato il lavoro della Comunità Militante Raido, curatrice della pubblicazione del libro, che con l’occasione della presentazione è riuscita a riunire varie realtà politiche milanesi e non solo.

Con il primo intervento i militanti di Raido hanno voluto parlare dell’eredità del Fascismo, ovvero di valori e principi da non relegare esclusivamente ad un contesto storico nel quale presero forma. Questi Valori, che la Scuola di Mistica volle conservare, interiorizzare e promuovere, appartengono invece a quel Fascismo Universale, a quel pantheon di principi universali, eterni ed immutabili, che in ogni tempo e in ogni luogo possono essere recepiti ed attualizzati.

«L’opera della Comunità militante Raido, e della casa editrice catanese Il Cinabro» ha continuato uno dei suoi rappresentanti «non vuole essere espressione di sterili nostalgie e reducismo ma strumento per le nuove generazioni che vogliano ispirarsi a quel mondo di valori che Giani e la Scuola seppero esprimere al meglio con le loro parole ed azioni». Non un semplice richiamo al passato, ma consapevolezza delle radici di un albero le cui fronde si slanciano verso l’alto, dunque.
La weltanschauung della Scuola è la stessa che animò i legionari della Guardia di Ferro in Romania, Degrelle e i volontari del fronte dell’Est, i francesi a Berlino nell’aprile del ’45. Valori – quali onore, fedeltà, lealtà, coraggio e sacrificio – principi etici immutabili, che in quegli anni ripresero vita contro il materialismo e il razionalismo.
Con il secondo intervento, sempre a cura di Raido, è stato espresso con efficacia quello che fu l’intento della Scuola di Mistica e del suo fondatore, le cui parole e pensieri sono racchiuse in questo libro. «I Mistici – ha precisato il relatore – vollero e seppero evidenziare il midollo osseo del Fascismo, l’essenza profonda di quella che non fu un’ideologia, ma un movimento spirituale volto all’abbattimento del vecchio mondo nato dalla Rivoluzione Francese, della “vita comoda”, dello spirito borghese, della burocrazia, del carrierismo e della viltà dei “tesserati”». Questi ultimi, infatti, furono i primi nemici dei mistici: coloro che si servivano del Fascismo ma non lo servivano; coloro che dinnanzi alla Rivoluzione avevano rivendicato diritti e non si erano assunti doveri; coloro che pretendevano avere piuttosto che dare.

Ospite prezioso della presentazione è stato Maurizio Rossi, che insieme a Luca Leonello Rimbotti ha accompagnato gli scritti di Giani con un prezioso saggio introduttivo. Rossi ha esordito affermando con decisione l’utilità della Mistica e di questo pregevole libro per affrontare il deserto della modernità, per evitare che il deserto avanzi in noi stessi. «L’esempio dei mistici – ha poi continuato – è vivo ancora oggi, poiché di fronte al nostro mondo dove l’individualismo ha portato solo alla rivendicazione di diritti, il loro unico privilegio era quello di compiere per primi il dovere». Ma, non abbiamo solo le loro parole a guidarci, ma anche l’esempio della loro azione: scoppiata la guerra tutti i mistici partirono volontari e la maggior parte di loro trovarono la morte sul fronte di guerra. È anche da loro che, anche se per pochi anni, rinacque l’Europa: fu anche grazie a loro che ripresero vita l’insieme di simboli e miti appartenenti alla nostra tradizione.

È con questo messaggio che si è chiusa la bella serata di sabato, e con il quale si riparte alla volta di Roma. Pronti per la prossima presentazione del libro: giovedì 3 Febbraio in collaborazione col Circolo Ordine Futuro di Roma (http://farm6.static.flickr.com/5219/ 5383544981_eda2007551_z.jpg), presso i suoi locali adiacenti Piazza Vescovio.

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