Presentazione a Catania – Recensione

É ancora una volta agli estremi confini d’Italia che arriva la Mistica Fascista, o per meglio dire, la presentazione di “Mistica della Rivoluzione Fascista“, con la sola differenza che, dopo gli estremi confini del Nord-Est, questa è la volta del Sud. E’ Catania, infatti, la tappa odierna del tour di presentazione del libro-antologia di Niccolò Giani che sta vedendo la Comunità militante di Raido da mesi impegnata in questo ciclo di presentazioni editoriali. Catania, dicevamo – o per meglio dire “Catania è patria!“, come recitano diversi muri della città etnea – sede di un “avamposto di libertà” che risponde al nome di Cervantes . Quella stessa Catania, poi, ove hanno sede le edizioni “Il Cinabro”, editore del libro in questione, nonché la comunità di Heliodromos con cui da sempre Raido ha un legame speciale. Una tappa, quindi, dal significato veramente importante per noi.

Arrivati alla sede di Cervantes – difficilmente fraintendibile con gli altri edifici, anche per chi di noi la vedeva la prima volta, grazie alla presenza di uno striscione di una quindicina di metri sulla facciata della sede dedicato alla presentazione! – l’accoglienza è da subito di quelle da “terzo tempo” degno di tal nome. Il pranzo presso la sede di Via Santa Sofia è l’occasione giusta per conoscersi meglio – oltre che per assaggiare alcune ricette tipiche catanesi -, scambiarsi impressioni e prepararsi al meglio per la lunga e dura giornata che di li a poco sarebbe ufficialmente cominciata. A posteriori, un rammarico, forse, è soltanto soltanto per la pioggia che ha obbligato lo svolgimento della presentazione del libro, e poi del concerto, all’interno dei locali, anzichè all’esterno: ma poco conta grazie ad un meccanismo organizzativo che ha funzionato alla perfezione, allestendo in pochi minuti il tutto dentro la sede di Cervantes.

Allestito il tutto, si comincia. Una novantina di persone, almeno, assistono alla presentazione del libro. Partendo da giovanissimi militanti, fino alle persone più grandi, la sala viene presto riempita, e i posti a sedere presto non bastano più.
Ad aprire le danze è Marco Granata di Cervantes che immediatamente sottolinea l’importanza che la figura di Niccolò Giani e della Scuola di Mistica Fascista hanno rivestito e continuano a rivestire nella formazione non solo del singolo militante, ma di tutta una realtà politica che si rifà a determinati valori ed ideali, i quali a distanza di 70 anni sono ancora attualissimi. Perchè come scrisse Miguel De Cervantes, e come Marco ci ricorda leggendo la frase che campeggia su un enorme muro giusto a qualche metro di distanza: “Un salto oltre la siepe vale più delle preghiere dei giusti“. E questo “salto” i mistici lo compirono esigendo sempre l’onore e l’onere della prima linea.
Un libro, dunque, inerente la Scuola di Mistica, ma diverso dagli altri: “diverso” poiché esso si presenta non soltanto come il primo tentativo “a destra”, di parlare d’un fenomeno di cui sino ad oggi hanno parlato solo antifascisti o storici più o meno di professione. Ma, anche perché è il primo libro che raccoglie l’esperienza diretta, viva, di colui il quale di quell’esperienza fu il massimo esponente: Niccolò Giani. Un’opera, dunque, scevra da qualsiasi filtraggio, interpretazione o “valutazione ex-post” ad opera dell’autore di turno, come viene ribadito nell’intervento della Comunità militante Raido. Mistica fascista, dunque, come incarnazione vivente della massima “essere esempio” di codreana memoria, a riprova del fatto che l’essenza della Tradizione, non conosce limiti di spazio e di tempo. E’ Maurizio Rossi a chiudere la presentazione, con un lungo ma centratissimo intervento che, partendo dalle soglie del primo conflitto mondiale, passando per i meandri del “mito”, ci porta sino alla RSI quale ultima “manifestazione storica” dello spirito che già animò Giani, Ricci, Pallotta e gli altri mistici.
 Ma altrettanto “misticamente”, dalle parole scritte si passa a quelle cantate e in musica. Dopo una breve sosta per ricaricarsi, viste le quasi due ore di presentazione, è la volta del concerto dei “Divampa” e de “La Vecchia Sezione”. Cambiano gli strumenti e le modalità di esprimere il messaggio: ma i contenuti di fedeltà, abnegazione e sacrificio che già furono dei mistici, riemergono con forza anche nelle canzoni di musica alternativa che di lì a poco cominceranno a scandire quei tanti accorsi per il concerto. Cominciano i “Divampa” che, da bravi padroni di casa, iniziano subito ad accendere il pubblico – non a caso, sono “forgiati dal vulcano”! – nonostante la versione in acustico della serata musicale. E’ quindi la volta de “La Vecchia Sezione” che con oltre 20 pezzi – più tutta una serie di brani eseguiti a fine concerto in versione “non ufficiale” da Fabian e Mario – portano a degno compimento il lavoro iniziato dai catanesi ad inizio serata. Si finisce tardi – …o secondo un’altra prospettiva, molto presto – ma c’è ancora il tempo per una birra, l’ennesima, e per scherzare ancora prima di concederci qualche ora di sonno presso lo spazio occupato di Via Santa Sofia.

L’indomani, dopo un sostanzioso tour enogastronico in quel di Catania – più che turistico! – in compagnia dei ragazzi di Cervantes è la volta dei saluti. Si riparte alla volta di Roma, dunque, ancora stanchi per la notte precedente e magari assonnati dal pranzo abbondante: ma nella consapevolezza di aver incontrato e collaborato con una splendida realtà, qual è quella catanese di Cervantes, per la realizzazione di un evento importante. A loro in primis – ma anche ovviamente a tutti quelli che hanno permesso che ciò fosse possibile – va il nostro più sentito ringraziamento e, come nella miglior tradizione guerriera, un sincero augurio di “lotta e vittoria” per una comunità alla quale auguriamo di festeggiare “treseicinque” giorni di occupazione per tanti anni ancora.

Comunità militante Raido

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