Mistica della Rivoluzione Fascista: è tempo di bilanci!

Passato il Solstizio d’Estate, entriamo in una fase dell’anno in cui – come singoli e come Comunità – siamo soliti fare un “bilancio”: dell’attività svolta, da un lato, e pensando già alle nostre priorità ed obbiettivi per i mesi a venire, dall’altro. E’ un periodo di bilancio, in cui si riconsiderano le cose fatte, alla luce degli impegni presi nei mesi precedenti, in cui si valutano gli errori così come i successi – tutti egualmente importanti, in un percorso di crescita – facendo tesoro dell’esperienza accumulata per l’anno a venire. Si verifica soltanto così se si è stati fedeli alla parola data, all’impegno preso, misurando quanto ci siamo approssimati a quello che è l’insieme di valori e idee (onore, fedeltà, gerarchia…) di cui ambiamo ad essere l’espressione: ma di cui non sempre riusciamo ad esser degni. Non sempre si riesce, è vero. Ma non per questo la propria azione ha meno significato: perché come insegna Codreanu, al di là di “vittoria o sconfitta” sta l’impronta dell’impeccabilità che resta nei cuori e, sola, fa crescere.
Quest’attività di analisi, dunque, sottolinea e definisce una delle prerogative per una Comunità che intenda veramente ispirarsi ai principi della Tradizione: pensare ed agire orientandosi coi cicli dell’anno, quale espressione di un ordine più ampio e superiore, da cui l’uomo del mondo moderno è totalmente separato. L’Estate che ora si apre, infatti, è non a caso tempo di raccolta dei campi: ed allo stesso modo, dovremmo andare così a raccogliere e far tesoro di quanto seminato in autunno, custodito nell’inverno, e sorto in primavera.
Bilanci, dunque. E quest’anno, dal punto di vista comunitario, ne potremmo fare tanti. Questi primi sei mesi dell’anno, infatti, hanno vista la Comunità militante RAIDO impegnata su diversi fronti, alcuni dei quali per noi inediti. Uno su tutti, però, ci preme condividerlo in questa sede, ed è quello relativo alla pubblicazione ed all’attività di presentazione del volume “Mistica della Rivoluzione Fascista”, da noi curato in collaborazione con la casa editrice “Il Cinabro”. Non ce ne vogliano amici e camerati che in questi mesi hanno già fedelmente seguito le tappe del “tour”, leggendo i nostri molti resoconti di viaggio e interessandosi alla nostra attività di diffusione del libro, ma qualche altra parola di riflessione ci sia concessa. Non certo per sfruttare quest’occasione per esaltarci su quanto fatto, né per glorificarci, anzi. Proprio in un’ottica d’impersonalità (attiva!), vogliamo tracciare un primo, necessario, bilancio di quest’attività.

Da Novembre scorso, quando presentammo in anteprima il libro presso la nostra sede di Via Scirè, ne abbiamo fatti “di strada”: nel vero senso della parola. Quattordici presentazioni in tutta Italia, infatti, in circa sei mesi, danno un pò l’idea del fatto che “di strada” ne abbiamo fatta parecchia. Ma forse, più che il numero di presentazioni in giro per lo Stivale – o il conteggio esatto dei chilometri percorsi! – l’idea di quanto realizzato può darlo il fatto che la 1a edizione del libro è andata praticamente (quasi) esaurita. Non male per un tema – quello della Scuola di Mistica Fascista – ed un autore – Niccolò Giani – che probabilmente fino a qualche mese fa risultava a molti camerati poco più d’un (illustre) sconosciuto.
La scommessa è stata vinta: senza alcuna vera esperienza nel campo, ideare, curare e lanciare un progetto editoriale (con relative implicazioni economiche, legate al rischio dell’insuccesso commerciale: visto che il libro non è stato stampato coi soldi di qualche generoso “finanziatore”, più o meno occulto), con l’obbiettivo di diffondere quanto prodotto. Se può sembrare una logica “mercantilistica” quella che sta dietro questo ragionamento, consigliamo agli autorevoli imbecilli in questione di andarsi a rileggere quei passi del Capo di Cuib dove Codreanu parla delle iniziative economiche della Legione: tutte finalizzate all’autofinanziamento dell’organizzazione, ed alla diffusione delle idee di questa. Iniziative rivoluzionarie, di “economia legionaria”. Ed è proprio ciò che abbiamo fatto – nel nostro piccolo…piccolissimo! – con sudore, ambizione e fatica. Ma l’abbiamo fatto.

Tuttavia siamo i primi a riconoscere che i “numeri” non bastano a convincere. Ciononostante ci riteniamo soddisfatti. Perché dunque? Perché in maniera collaterale, quest’attività, portandoci in giro per l’Italia, ci ha portato a conoscere o ritrovare amici nuovi e vecchi, che hanno dimostrato capacità e voglia di tornare a discutere ed impegnarsi attivamente su di un “fronte”: quello della Tradizione. Il messaggio della Scuola di Mistica Fascista, infatti, come un catalizzatore ci ha dato la possibilità di tornare a parlare di quegli stessi problemi che già 70 anni fa animarono le coscienze ed i sogni dei giovani “mistici” del Fascismo: dov’è l’uomo “nuovo” tanto decantato? In che direzione dobbiamo dirigerci se il nostro obiettivo è veramente rivoluzionario? Quali sono le priorità di un movimento che voglia veramente porsi come alternativa a questo sistema?… Tutte domande che, decenni fa, Giani, Pallotta ed altri si posero, con spirito critico e volontà di chiarificazione rispetto ai nodi insoluti dal Fascismo. Oggi, tornando ad affrontare la Mistica Fascista, siamo tornati inevitabilmente a porci quelle stesse domande, che abbiamo così posto anche ai nostri interlocutori. E dobbiamo riconoscere che in molti casi, anziché muri di gomma o sterili nostalgismi, abbiamo trovato ambienti vivaci, desiderosi di impegnarsi, stanchi dell’atmosfera asfittica delle piccole logiche partitiche e di potere, e convinti dell’attualità di un “messaggio” che anche nel nuovo millennio ha una incredibile attualità.

Non ci fermiamo qui, ovviamente. Questo è un bilancio: non un commiato. Tiriamo una linea semplicemente per prendere le misure di quanto fatto e porci con ulteriore propositività all’esterno per un domani che è già oggi. Ed è per questo che, oltre a ribadire la volontà di RAIDO a continuare il “tour” nei prossimi mesi – sollecitando gli interessati a contattarci – vogliamo anche sentitamente ringraziare tutte quelle realtà, ed i singoli camerati che in questi mesi ci hanno aiutato e seguito in questa nostra attività. Speriamo questo possa essere un primo passo, per quanto piccolo, per un sempre maggior coordinamento di iniziative volte a ricercare il proprio simile, all’insegna dei valori della Tradizione, in questo mondo che ha fatto dell’egualitarismo e dell’omologazione spesso travestita da “alternativa”, una sua bandiera. La nostra, invece, è una sola: quella rosso-bianco-nera.

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